Riconosciute, lo scorso 14 gennaio, le virtù eroiche di Mons. Antonio Franco, Prelato di S. Lucia del Mela. Ora si attende la "beatificazione"...

 

 

 

Lunedì 2 settembre 2013


Celebrazione Eucaristica e Rito di Beatificazione di

MONS. ANTONIO FRANCO

Basilica Cattedrale di Messina

 
                 
 

MESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO

per la beatificazione

 

Amati fratelli in Cristo Gesù, rendiamo grazie al Padre per il Figlio nello Spirito Santo, perché questa nostra Chiesa locale, in ogni tempo, esprime frutti luminosi di santità per la gloria di Dio e il nostro bene. Il prossimo 2 settembre, nella nostra Basilica Cattedrale a Messina, avrà luogo il Rito di Beatificazione di Mons. Antonio Franco (1585-1626), Prelato Ordinario ed Abate di S. Lucia “nella Piana di Milazzo” (oggi del Mela)...

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UNA NUOVA BIOGRAFIA SUL "BEATO FRANCO"

 

"Il Beato Mons. Antonio Franco. Come un ramoscello di basilico, fresco, verde e profumato". E' questo il titolo della nuova biografia, "semplice e agile, accessibile a tutti", che è stata promossa dalla nostra Arcidiocesi e realizzata da P. Nino Fazio, in occasione della Beatificazione del Servo di Dio Antonio Franco, e che sarà fruibile a partire dal 2 settembre prossimo.

 

Una copia del testo sarà offerto gratuitamente a tutti i sacerdoti della nostra diocesi. Chi lo desidera lo può richiedere presso la libreria Paoline o la Segreteria Arcivescovile, al prezzo di 3 €.

 
                 
 

2 - 15 settembre 2013


A tu per tu con...

MONS. ANTONIO FRANCO

Quattro secoli di storia che raccontano la santità di un uomo di Dio, Pastore secondo il cuore di Cristo, zelante nella carità evangelica

Reportage a cura dell'Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali

 

 

 

 

CENNI BIOGRAFICI

Il Servo di Dio, Mons. Antonio Franco, nasce a Napoli il 26 settembre 1585 dal nobile patrizio di discendenza francese Orlando Franco, e da Anna Francesca Pisana di Antonio, barone di Pascarella. Egli fu terzo di 6 figli, Laura-1584, Lucrezia-1583, Candida Aurelia Diana-1587, Cesare e Camilla, nati successivamente.
Il 29 settembre 1585, a tre giorni dalla nascita, venne portato dai genitori al fonte battesimale della chiesa parrocchiale di S. Angelo a Segno, dove gli furono imposti i nomi di Pirro Antonio Giovanni e Francesco.
Dei quattro nomi, che al Battesimo gli furono imposti, solo quello di Antonio restò in uso presso i suoi familiari e in seguito solo sotto tale nome è stato conosciuto, invocato e venerato in S. Lucia del Mela.

Il 23 settembre 1602, prima ancora dei sedici anni e dieci mesi, viene insignito, grazie agli studi umanistici e alle varie scienze e discipline profane ed ecclesiastiche, della laurea dottorale in Diritto Canonico e Civile.
Prima degli anni ‘21, non avendo ancora l’età canonica, per essere ordinato sacerdote, il padre vedendo il suo Antonio tanto impegnato negli studi ecclesiastici, prese la decisione di trasferirlo a Roma.
Dopo neanche un anno, per ordine del genitore, lascia Roma per trasferirsi alla Corte Reale di Madrid.  Ricevuti gli Ordini Sacri nel 1610, chiede al Re Filippo III di essere ammesso a far parte della Cappella Reale. Dopo aver assunte precise e rigorose informazioni sulla sua condotta personale e sulla moralità della sua famiglia, che non potevano che confermare le sue buone e lodevoli qualità, il 14 gennaio 1611 fu nominato Cappellano Reale.

Col passare degli anni il Re stesso lo stimò profondamente, tanto che il 12 novembre 1616 lo designò Cappellano Maggiore del Regno di Sicilia, al cui ufficio era connesso anche quello di Abate e Prelato ordinario della Prelatura Nullius di S. Lucia del Mela. Dopo essersi recato a Roma per attendere gli adempimenti connessi alla nomina, che l’11 febbraio 1617 Papa Paolo V confermò, fece, il 18 Maggio 1617,  il Suo ingresso solenne a S. Lucia del Mela.

Mons. Antonio Franco, reputandosi davanti a Dio come grande peccatore, molto spesso si sottoponeva a grande penitenze e privazioni. Molto spesso digiunava totalmente, o se pranzava lo faceva solo a pane ed acqua, mentre sembra che non adoperò mai il letto, ma si sdraiasse sul pavimento usando una piccola stuoia per materasso e una pietra per cuscino. Portava inoltre strette ai fianchi due grosse catene di ferro, una delle quali irta di aculei appuntiti.

Di quelle due catene una esiste ancora, ed è racchiusa in una cassetta argentea protetta da vetri che viene portata, in segno di venerazione, per le case a guarigione degli infermi., nei casi di gravi malattie, e non sono poche le testimonianze, che si hanno, di guarigioni prodigiose. Si distinse per la premurosa carità verso i poveri, gli infermi ed i deboli, oltre che per la minuziosa ed insistente attività evangelizzatrice.  

Morì, non ancora 42enne, il 2 Settembre del 1626, stroncato dalle penitenze e dalle continue astinenze, oltre che da un oscuro e non meglio precisato male. Da allora ad oggi, tutti i fedeli dell’antica Prelatura e dei centri vicini presero a venerarlo ed a chiamarlo Beato.

 

 

 

IL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE

Il processo di Beatificazione del Servo di Dio, in fase avanzata presso la Sacra Congregazione per le Cause dei Santi in Vaticano, già arricchito con il riconoscimento, da parte della competente commissione medica diocesana, di una Guarigione attribuita all'intercessione di Mons. Antonio Franco, ha ripreso vigore per la competente azione del nuovo Postulatore Mons. Luigi Porsi, che vanta una pluridecennale esperienza in materia.

 

Di miracoli compiuti in vita, di grazie e di esempi straordinari di virtù si parlò sin da subito dopo la morte, tanto che il processo di beatificazione e canonizzazione si tentò già dagli anni successivi, ma senza risultati. Anzi, la causa è stata riaperta e interrotta per ben sette volte, incontrando ostacoli di varia natura, legati soprattutto alla difficoltà di ricostruire documentalmente alcuni periodi della sua vita.

 

Quasi 20 anni fa è stata finalmente aperta l'Inchiesta Diocesana di Messina, che in questi mesi è arrivata ad un importante punto di svolta. La causa di beatificazione è infatti giunta ad una fase fondamentale: si tratta della pubblicazione della cosiddetta “Positio”, un documento sulla vita, le virtù, la fama di santità del "Servo di Dio" Mons. Antonio Franco. Una tappa che sta avvicinando di molto la prospettiva della tanto attesa beatificazione. La Positio, un corposo volume di 348 pagine, rappresenta una ricostruzione, condotta su basi storiche e documentali, di tutta la vicenda personale della vita e della santità di Antonio Franco, chiamato “beato” dal popolo sin da subito dopo la morte per le testimonianze di miracoli di guarigione, protezione, aiuti di ogni genere praticati anche in vita.

 

“La fase più difficile per il postulatore della causa, mons. Luigi Porsi, è stata completare il quadro documentale fornito dalla commissione storica, in particolare per quanto riguarda il soggiorno del Servo di Dio alla corte spagnola” spiega il relatore vaticano, Padre Daniel Ols. Il processo di beatificazione, oltre alla Prelatura di Santa Lucia del Mela, coinvolge l’Arcidiocesi di Napoli, che gli diede i natali, la Diocesi di Aversa, nella quale fu beneficiato, l’Arcidiocesi di Madrid, dove fu Cappellano reale, e infine la Diocesi di Roma, dove visse per un anno da chierico e da Prelato eletto.

 

 

             
 

 

 

 

Mons. Antonio Franco nacque a Napoli il 26 settembre 1585 da nobile famiglia di origine spagnola, quale terzogenito di sei figli. Manifestò fin da piccolo una particolare bontà d’animo e una fede viva e sincera, che seppe coltivare nel tempo con assidua e quotidiana preghiera. Fu pure dotato di spiccate qualità intellettuali, che affinò nello studio delle scienze umanistiche, teologiche e giuridiche, fino a conseguire, a soli diciassette anni, il dottorato in Diritto Civile e Canonico.

 

A ventuno anni si sentì chiamato al sacerdozio e venne inviato dal padre a proseguire gli studi ecclesiastici prima a Roma e poi a Madrid.

 

Nel 1610, all’età di venticinque anni, fu ordinato presbitero.

 

Il 14 gennaio 1611 fu nominato Cappellano Reale dal Re Filippo III di Spagna. Presso la corte di Madrid rifulsero le sue virtù sacerdotali, tanto che lo stesso sovrano, che lo stimò profondamente, il 12 novembre 1616 lo designò Cappellano Maggiore del Regno di Sicilia, Prelato Ordinario ed Abate della Prelatura nullius di Santa Lucia del Mela. Il 18 maggio 1617 Mons. Antonio Franco fu accolto festosamente dai fedeli luciesi, quale trentaseiesimo Prelato della storica circoscrizione ecclesiastica, istituita nel 1206 dall’Imperatore Federico II di Svevia e unita nel 1986 all’Arcidiocesi di Messina e alla Diocesi di Lipari. Nei suoi nove anni al governo della Prelatura, incarnò mirabilmente il modello di Pastore delineato dal Concilio di Trento, tanto che il suo zelo apostolico fu paragonato a quello di S. Carlo Borromeo. Fu totalmente dedito alla cura delle anime, alla carità verso i poveri e gli ammalati, alla lotta contro l’usura e alla ricostruzione della Cattedrale, per la quale impiegò il suo personale patrimonio.

 

Tutto ciò, unitamente al suo intenso spirito di preghiera e di penitenza, che si esprimeva anche nelle mortificazioni corporali, gli valse una larga fama di santità già a partire dalla sua prematura morte, che lo colse non ancora quarantunenne il 2 settembre 1626.

 

Il 30 dicembre 1975 fu avviata la Causa di Beatificazione e Canonizzazione di questo Pastore esemplare, culminata con il Decreto di riconoscimento delle sue virtù eroiche (14 gennaio 2011), con il Decreto di riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione (20 dicembre 2012) e, finalmente, con la sua solenne Beatificazione il 2 settembre 2013.

 

 
             
 

 

Giovedì 16 maggio, alle ore 18

LA RICOGNIZIONE DEL CORPO DEL SERVO DI DIO ANTONIO FRANCO

 
             
   
             
 

 

In vista della ormai imminente beatificazione del Venerabile Servo di Dio Mons. Antonio Franco, prelato ordinario della Prelatura nullius di S. Lucia del Mela, ringraziando il Signore per il dono della Sua Santità, la Comunità Diocesana di Messina Lipari S. Lucia del Mela, si prepara a vivere il solenne atto che prevede la ricognizione delle spoglie mortali del Venerabile Prelato.

 

Il gesto della ricognizione canonica rientra nella collaudata e secolare prassi della Chiesa; risponde alla storica responsabilità di garantire, attraverso appropriate procedure, una prolungata conservazione del corpo santo per permettere anche alle generazioni che verranno la possibilità di venerare le sacre reliquie. La ricognizione del corpo del Venerabile, mentre ci fa guardare da vicino le sue spoglie mortali, pur preziose e care al nostro cuore di uomini, devoti e confratelli, deve spronarci ad alzare lo sguardo verso l’alto, verso la luce della vita di Dio che si manifesta nella morte e risurrezione di Cristo.

 

La Celebrazione che darà avvio alle fasi della ricognizione avrà luogo Giovedì 16 Maggio alle ore 18.00 presso la Chiesa Concattedrale di Santa Lucia del Mela. Sensibilizziamo le nostre Comunità perché si possa prendere parte a questo importante momento.

 
             
   

Venerdì 14 gennaio 2011, il Santo Padre Benedetto XVI, incontrando Sua Eminenza Rev.ma il Card. Angelo Amato, s.d.b., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha autorizzato la Congregazione a promulgare alcuni Decreti tra i quali quello riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Antonio Franco, Prelato Ordinario di Santa Lucia del Mela.

 

La fama di Mons. Antonio Franco si è diffusa, in qualche caso, al di là dei confini nazionali. Il suo corpo incorrotto, custodito in una teca di cristallo, è venerato da quasi quattro secoli nella Cattedrale di S. Lucia del Mela (ME), dove visse in completa povertà e dedizione al prossimo gli ultimi anni di vita, tra il 1617 e il 1626.

 

Franco, nato a Napoli il 26 settembre 1585 e morto a S. Lucia del Mela il 2 settembre 1626, è da sempre il "beato" del popolo, che così lo invoca per le testimonianze di miracoli di guarigione, protezione, aiuti di ogni genere praticati anche in vita.

Il processo di beatificazione, oltre alla Prelatura di S. Lucia del Mela coinvolge l''Arcidiocesi di Napoli, che gli diede i natali, la Diocesi di Aversa, nella quale fu beneficiato, l'Arcidiocesi di Madrid e infine la Diocesi di Roma, dove visse per un anno da chierico e da Prelato eletto.

S.E. l'Arcivescovo Mons. Calogero La Piana, unitamente al Presbiterio e alla Comunità diocesana esprime viva riconoscenza al Santo Padre per questo riconoscimento che arricchisce la nostra Chiesa locale di ulteriori stimoli per incamminarci sulla via della santità.

 
             
 

 

ALCUNI PRODIGI ATTRIBUITI ALL’INTERCESSIONE

DEL SERVO DI DIO MONS. ANTONIO FRANCO


Molti sono i prodigi che vengono attribuiti all'intercessione del Servo di Dio Mons. Antonio Franco nei tempi antichi e in quelli moderni.
Gran parte di questi vengono elencati nel libro "In salvaguardia delle loro mura un Protettore sì degno" (Vita ed opera apostolica del Servo di Dio Mons. Antonio Franco, Prelato ordinario di S. Lucia del Mela - Can. Raffaele Insana - Antonino Saya Barresi, Edizioni del “Museo” – 1997).

Durante dei lavori di ricostruzione della Cattedrale, precisamente sette anni dopo la morte del Servo di Dio, si sparse la voce che il corpo di Mons. Antonio Franco fosse stato violato. L'allora Mons. Firmatura, immediato successore di Mons. Antonio Franco, allarmato della siffatta voce riunì le Autorità della Città, le Autorità Religiose, il Clero e, la sera del 7 luglio 1633, diede ordine ad alcuni operai di tirare fuori la pesante cassa dove era rinchiuso Mons. Antonio Franco per costatarne l'integrità.
Immenso fu lo stupore di tutti i presenti nel costatare che, a distanza di sette anni dalla sua morte, il benedetto corpo di Mons. Antonio Franco non presentava alcuna traccia di corruzione, anzi il corpo perfetto, integro e pieghevole sembrava fosse spirato da lì a poco.
Dopo la constatazione che non mancava nulla della sagra spoglia e dopo le preghiere di rito tributate dai presenti, non senza visibile commozione, il sacro ed incorrotto corpo venne rinchiuso in quella stessa cassa e ricollocato nello stesso posto dov'era prima.
Il prodigioso evento della soprannaturale incorruzione del corpo di Mons. Antonio Franco fu risaputo da tutti i devoti, che accorsero numerosi al suo glorioso sepolcro, ricevendo, per sua intercessione, innumerevoli grazie.
Alla morte di Mons. Firmatura subentra Mons. Martino che intraprende l'istruzione di un Processo canonico di Beatificazione, che lo porta a preparare tutte le informazioni che riguardano Mons. Antonio Franco. Per tale ragione nel 1656 ci fu la seconda ricognizione della salma di Mons. Antonio Franco, per permettere la traslazione del suo sacro corpo da una cassa vecchia ad una nuova. In questa occasione a differenza di quella avvenuta nel 1633, tutti i cittadini ebbero la fortuna di assistervi e videro con stupore che dopo trent'anni dalla sepoltura il corpo rimaneva intatto e ammirarono un inedito fatto portentoso, allorchè videro, fresco e verde (da 23 anni), nella mano del Servo di Dio, un ramoscello di basilico. Da allora l'odorosa pianta fa parte degli adornamenti floreali che si posano accanto all'urna del Servo di Dio il giorno dell'annuale festa del 2 Settembre. Una terza ricognizione, con una seconda traslazione, avvenne nel 1721. Questa ricognizione sembra sia avvenuta per la richiesta dello stesso Servo di Dio, che comparve più volte in sogno ad una nobildonna di casa Arena sua devota. La signora Arena raccontò all'allora prelato Mons. Barbàra che in sogno il Servo di Dio gli diceva che lo cambiassero di posto ponendolo in una cassa nuova perchè gli insetti lo molestavano. Così Mons. Barbàra fece allestire una cassa più ridotta di quella in cui allora era collocato il Servo di Dio, che ancora oggi si conserva in una sala del Palazzo Vescovile.
Infine negli anni che vanno dal 1911 al 1913 per l'interessamento del Rev.mo Capitolo dei Canonici e con il contributo dei fedeli fu costruita un'urna in metallo dorato e argentato a grandi cristalli. A quest'ultima traslazione, avvenuta il 5 Giugno del 1913, nella Basilica Cattedrale fu presente l'intera popolazione della città a cui si unì molta altra gente proveniente dalle città e paesi vicini.
L'urna di cristalli è oggi collocata nella Cappella della Protettrice Santa Lucia.

 
       

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